
Le incredibili feste che si sono registrate un pò dappertutto in Italia mi hanno portato a riflettere sui risvolti sociali che può avere un'impresa come quella della Nazionale, e condivido con voi i miei pensieri. Mentre mi trovavo in strada a battere cinque a gente che neppure conosco, ma anche guardando in Tv le immagini del Circo Massimo, delle piazze, dei bar e delle strade, ho pensato all'incredibile forza che può avere il gioco del calcio. Nelle settimane che hanno preceduto il mondiale, il calcio italiano è stato massacrato: adesso forse c'è un pò di incoerenza (qualcuno che ora viene definito un eroe un mese fa non era neppure considerato degno di andare ai mondiali: dov'è l'errore?), ma questo, in fin dei conti, è un altro discorso. Quello che mi ha affascinato nelle magiche notti post-semifinale e post-finale è stato vedere come il calcio possa far sentire tutti fratelli (d'Italia, ma vale anche per gli altri paesi) e soprattutto come possa regalare a tutti le stesse emozioni indescrivibili, azzerando per un attimo le differenze di ceto sociale. La gioia che può regalare la palla che entra in rete è la stessa sia per il ricco che per il povero. C'è gente, parlo soprattutto degli italiani all'estero, che vive una vittoria della Nazionale come un'autentica rivincita personale. E' gente che va fiera delle proprie radici, che non dimentica la propria terra. E anche noi, dopo questa vittoria, siamo un pò più orgogliosi della nostra Italia. Anche questa è una piccola-grande magia del gioco del calcio, e mai nessuna Moggiopoli ce la porterà via.
Ciao, campioni del mondo! (Po-po-po-po-po-po-pooooooo.........) Pino





